Quanto è rilassante cucinare?
- svale887
- 15 lug 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 18 lug 2022
L'arte culinaria è una passione che può essere innata in te oppure arrivare con calma, quando meno te lo aspetti.
Per me si tratta del secondo caso. Figlia di una stupefacente cuoca, non ho mai sentito l'esigenza di dovermi mettere ai fornelli fino a che ho vissuto con i miei genitori, arrivato poi il momento di trasferirmi ho iniziato a cucinare, partendo dall'ABC ovviamente, dosare il sale per l'acqua della pasta (cosa che a dire di mio marito ancora sbaglio), cucinare una bistecca senza dar fuoco alla cucina, usare il forno evitando di bruciarmi i peli delle braccia ad ogni teglia da sfornare o girare...
Insomma l'inizio non è stato dei migliori, proprio per niente...fino a che poi dopo anni di convivenza è arrivata la pandemia e per far passare i fine settimana qualcosa bisognava pur inventarsi e quindi...cuciniamo!
Ho iniziato dal cibo che tutti gli italiani hanno imparato a preparare in lockdown...la PIZZA!
Che spettacolo la sensazione di avere le mani che affondano nella pasta, che danno vita a questo panetto che dopo ore di riposo per magia cresce e aggiungendo degli ingredienti semplici da vita ad un capolavoro.
Visto l'esperimento ben riuscito ho continuato a lavorare sui lievitati, buttandomi questa volta sul dolce, ho iniziato così la mia esperienza con i croissant. E' dura, questa è veramente una sfida. La sfogliatura richiede tanto tanto tempo in quanto tra un passaggio e l'altro serve far riposare la pasta e quindi se non calcoli bene i tempi ti ritrovi a dormire solo 4/5 ore per fare in modo che quella montagna di brioches che sfornerai non andranno tutte sui tuoi fianchi ma potrai darle ad amici e parenti e ad orari fattibili e non alle 22 di una domenica sera.
Altro lievitato in cui mi sono cimentata è stato il danubio. Ricetta semplicissima, che richiede poca attenzione ma con risultati eccellenti. Per golosità l'ho sempre preparato in versione dolce con all'interno crema di nocciole ma anche salato non deve essere per niente male ;)

Concludo questa breve lista di esperimenti culinari nati a causa della pandemia con i ravioli giapponesi! Se questo non è il primo post che leggete avete capito la mia passione per il Giappone e con esso la sua cucina! Ne vado veramente matta! Partiamo dal presupposto che quando sono stata in Giappone di ravioli ne ho mangiati veramente pochi, al contrario del viaggio in Cina in cui i ravioli uscivano dagli occhi! In Giappone abbiamo mangiato ogni tipologia di ramen, udon, sashimi e ogni altro tipo di prelibatezza potesse offrirci quel fantastico paese ma ravioli quasi zero...allora un giorno dietro insistenza di Andrea, il marito, mi sono decisa di provare a farli, quindi ho scopiazzato qualche ricetta trovata qua e là online e li ho fatti! E che bontà!!! Se ci pensi il ripieno è banale, carne macinata, cavolo cappuccio, salsa di soia e zenzero, quello che fa la differenza è la cottura...infatti se si vuole essere salutari nessuno vieta di cuocerli al vapore ma vuoi mettere scaldare una padella, aggiungere un filo di olio di semi e posare sopra questi adorabili fagottini fino a che non viene a crearsi una crosticina dorata in grado di mandarti in estasi alla sola vista?!
Insomma tutto ciò per dire che la cucina ci ha salvati! Ne sono sicura, è successo anche a voi, in quei mesi orribili sapere di avere un piano per la giornata, di dover preparare qualcosa, di avere modo di staccare la mente da tutte le cose negative ci ha aiutato a rilassarci, distrarci e fare ciò che noi italiani seriamente più amiamo fare al mondo...mangiare!
E voi cosa avete imparato a cucinare in questi ultimi due anni?


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